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LA SURA APRENTE1 |
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Il sacro Corano inizia con la frase “Bismillàhi-r-Rahmàni-r-Rahím” [in nome di Allah, il Misericordioso, il Benevolo], la quale compare anche all’inizio d’ogni sura. Sappiamo che il fine ultimo del glorioso Corano è
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LA SURA DEL BOVINO 1-22 |
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Questa sura, che è la piú lunga sura del sacro Corano e che consta di 286 versetti, non è stata certamente rivelata in una sola volta, ma è discesa gradualmente, a Medina, per soddisfare le diverse necessità della società islamica.
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VERSETTI 41-77 |
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Allah, in questo sacro versetto coranico, ordina ai Giudei di credere nel sacro Corano e attestarne l’origine divina, poiché ciò equivale a credere nella Torà, e attestarne l’origine divina. Questo versetto ricorda ai giudei che nella Torà è stata data la lieta novella della venuta sommo profeta Muhammad (S)
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VERSETTI 78 E 115 |
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Quando il santo Muhammad (S) diventò profeta, e i giudei riconobbero in lui gli attributi del Profeta dell’Islam contenuti nella Torà, iniziarono a temere per i loro profitti personali. Infatti, se la gente fosse venuta a conoscenza di quanto diceva la Torà a proposito del nobile Profeta dell’Islam, non li avrebbe piú
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VERSETTI 116 E 142 |
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Giudei, cristiani e politeisti affermano che il Signore Eccelso possiede un figlio, s’è scelto un figlio: «I giudei dicono: “Uzayr è figlio di Allah”, e i cristiani dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche, che assomiglia alle parole di quelli che, prima d’ora, diventarono
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VERSETTI 204 E 227 |
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Questi versetti riguardano Akhnas Bin Shuraiq, che era un uomo bello ed eloquente. Si fingeva amico del sommo Profeta e credente. Ogni volta che veniva dal nobile Profeta e si sedeva accanto al santo Messaggero di Allah, si faceva credere fedele, mentre non era altro che un ipocrita miscredente.
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VERSETTO 169 E 186 |
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Nel tafsir Ruhu-l-bayaan leggiamo: “Satana attua le sue tentazioni per gradi. Prima invita l’individuo alla miscredenza, e nel caso in cui non abbia successo, lo invita alla bid´ah [eresia], poi, se ancora non riesce a deviarlo, lo spinge a commettere peccato maggiore, e se ancora non riesce a farlo cadere in questo
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VERSETTO 187 E 203 |
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Dalle tradizioni islamiche si deduce che inizialmente i mussulmani potevano mangiare e bere solo prima del sonno notturno, nel senso che se qualcuno si addormentava di notte, e poi si svegliava, anche prima della chiamata alla preghiera del mattino, non poteva piú né mangiare né bere.
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VERSETTO 228 E 255 |
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Il versetto precedente ha parlato del ripudio, e in questo versetto vengono esposte alcune delle sue norme, in tutto cinque. La prima norma esposta riguarda la cosiddetta ´iddah, che è il periodo di tempo nel quale le donne devono astenersi dallo sposarsi dopo il ripudio: “Le donne ripudiate [prima di
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VERSETTO 256 E 286 |
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Un uomo della città di Medina, chiamato Abu Hussain, aveva due figli, sui quali aveva fatto incredibile effetto l’invito al Cristianesimo di alcuni commercianti che portavano merci a Medina
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LA SURA «AN-NISÃ’»72-155 |
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Dopo l’ordine generale della jihâd, esposto nel versetto precedente, il sacro Corano, in questo versetto, parla di un gruppo di munâfiqûn, dicendo che quest’ipocriti individui che vivono fra di voi, cercano in ogni modo di sfuggire alla jihâd, e quando i mujâhidûn vengono colpiti da disgrazia, ebbene, dicono con
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LA SURA «AN-NISÃ’»156-176 |
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L’accusa di adulterio rivolta alla casta Maria, non era un semplice peccato, ma era, allo stesso tempo, una gravissima accusa contro il santo profeta Gesù di essere frutto del peccato, e quindi non idoneo ad essere profeta e guida delle genti. Questo loro gravissimo peccato era la migliore prova della loro
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LA SURA «AN-NISÃ’» 1-34 |
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Questa sura, composta di 176 versetti, rivelata a Medina, invita alla fede, alla giustizia, a trarre insegnamento dalle nazioni passate, a interrompere i rapporti di amicizia con i nemici di Dio, a proteggere e difendere gli orfani, e tratta altresì diverse questioni, tra le
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LA SURA «AN-NISÃ’» 35-71 |
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In questo versetto, il sacro Corano tratta il delicato argomento dei conflitti fra moglie e marito, dicendo: “E se temete rottura fra di loro [fra moglie e marito], nominate allora un arbitro della famiglia di lui e un arbitro della famiglia di lei”, affinché risolvano i loro conflitti.
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LA SURA “ÃLI ºIMRÂN” 43 |
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Come abbiamo già detto nel commento della sura Al-baqaraħ, “Alif Lãm Mĩm” sono alcune delle cosiddette “lettere isolate” del sacro Corano. Forse la più celebre e giusta teoria riguardo a queste lettere è quella che afferma che queste costituiscono un codice segreto tra il Signore Eccelso e il santo profeta Muhammad (S).
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LA SURA “ÃLI ºIMRÂN” 44-90 |
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La volontà di Allah dona esistenza alle creature; Egli può anche creare senza alcuna causa materiale. Egli che crea e distrugge le cause. A volte dona un effetto a una cosa e a volte lo priva di esso. La comparsa dell’essere, la sua durata, i suoi effetti, la quantità, la specie, e il tempo sono tutte cose che dipendono dalla Sua volontà.
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LA SURA “ÃLI ºIMRÂN” 91-134 |
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Insomma, nulla è in grado di espiare il loro imperdonabile peccato, essi avranno un cocente castigo, e nulla e nessuno sarà in grado di soccorrerli. Nessun intercessore potrà intercedere per loro, poiché per godere dell’intercessione bisogna almeno essere credenti. In linea di principio, gli intercessori intercedono
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LA SURA “ÃLI ºIMRÂN” 135-181 |
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Da questo versetto è possibile dedurre che l’essere umano fino a quando ricorda Iddio non pecca, e che i timorati, quando dimenticano Iddio e commettono un peccato, immediatamente si ridestano, ricordano il loro Signore, e rimediano ritornando pentiti a Lui.
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LA SURA “ÃLI ºIMRÂN” 182-200 |
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Se Iddio non punisse i peccatori e li trattasse come i probi, ciò costituirebbe un’immensa ingiustizia, ed è questo il motivo per il quale il versetto usa il termine “żallâm”, che significa “assai iniquo”, al posto di “żâlim”, che significa “iniquo
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LA SURA «AL-MÃ’IDAĦ» 1-130 |
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I mussulmani devono rispettare ogni patto e contratto da loro stretto con chicchessia, siano questi patti e contratti orali o scritti, qualsiasi sia la loro natura (politica, economica, sociale, familiare), siano essi stretti con i potenti o con i deboli, con gli amici o con i nemici (persino con i politeisti e i perversi)
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